Martedì, Febbraio 07, 2012
   
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Arciconf. SS. Trinità e del Purgatorio

L’origine.

La storia e l’importanza che le confraternite hanno avuto nel tessuto sociale di un popolo merita certamente un suo meritato approfondimento.

L’attività religiosa rappresentava in tal modo l’elemento più importante d’ integrazione sociale e comunitaria: nascita, matrimonio, morte, momenti lieti o drammatici di ogni individuo possono essere vissuti attraverso l’iniziazione religiosa e mediazione della Parrocchia .- Ricettizia (G.De Rosa – territorio e Società nella Storia del Mezzogiorno, Ed. Guida , Napoli 1973 – pp.824-839). Le tradizioni culturali, i vari santuari segni di un miracoloso incontro col sacro riempivano di orgoglio pastori e contadini stremati dalla fatica.

L’alto clero, come si accennava prima, era impegnato in lunghe ed estenuanti liti tra loro e contro i vari baroni, il popolo invece restando legato alla religione è contrario all’istituzione ecclesiastica burocratizzata, preferisce i frati, e rivolge la propria spiritualità verso santuari rupestri, lontano dalla gestione del potere.

A Vibonati le confraternite del SS. Rosario (1), di S. Antonio (2), del SS. Corpo di Cristo (3), e della SS. Trinità nel periodo risorgimentale parteciparono, celandosi sotto scopi filantropici, per le masse o a favore dei Borboni di Napoli.
L’ Arciconfraternita della SS. Trinità fu sempre riottosa al regime borbonico, e spesse volte entrò in contrasto con la Curia Vescovile di Policastro fiancheggiatrice dei monarchi del Regno delle Due Sicilie, a volte si rischiò di cadere in un vero e proprio settarismo ribellandosi all’autorità della Santa Romana Chiesa.
In un documento d’archivio dell’ Arciconfraternita leggiamo:”Sopra di detta Congrega non hanno facoltà alcuna di Dominio l’Arciprete, li Sacerdoti o Cappellano, ne tampoco devono essere eletti ad Officio alcuno, atteso devono assistere alle loro Chiese,… Che i Bevenuti Ecclesiastici che al presente vi sono, e quelli che vi si ascrivono in appresso non possono godere la voce attiva ne la passiva ne avere ingerenze, neque directe nequi indirecte” (1778) .
Bisognò aspettare ai Patti Lateranensi dell’11 febbraio 1929 affinchè venisse riconosciuto lo stato giuridico delle confraternite. Fu stabilito che le istituzioni religiose laicali, civilmente riconosciute, con compiti esclusivamente ecclesiali, dovranno essere regolate da propri statuti e dipendere dalla diocesi di appartenenza.
__  1 – Nello Statuto riapprovato il 20 Marzo 1847 si legge:”
Congregazione laicale sotto il titolo
del SS. Rosario,
eretta il dì 13 aprile dell’anno 1684 . Matrice Parrocchiale chiesa S.
Antonio
del comune di Vibonatis”.
__ 2 – La confraternita di
S.Antonio Abate esisteva già nell’anno 1629, ad essa era affidata la
cura
dell’altare maggiore.
__ 3 – La confraternita del
“SS. Corpo di Cristo” fu eletta in Roma il 22 giugno 1583 con Bolla dal
Convento di S. Maria  della  Minerva.

Confraternita della “SS.Trinità e del Purgatorio”
Il periodo che ha visto nascere maggiormente confraternite intitolate alla SS.Trinità  è certamente il secolo XVI , epoca in cui i cristiani si trovarono impegnati nella guerra contro i musulmani, i quali in nome di Allah
imperversavano nel Mediterraneo, depredavano soprattutto lungo le coste e addirittura praticavano la schiavitù. I cristiani sotto il comando di don Giovanni d’Austria e la direzione militare di Marcantonio Colonna a Lepanto il 7 ottobre 1571 sconfissero la flotta di Mehemet Alì e riacquistarono la libertà.
La nobile famiglia San Severo proprietaria del palazzo che si erge a ridosso della porta detta del Ponte donò, la sua cappella gentilizia (1) per ringraziare Dio dello scampato pericolo dei Saraceni alla Confraternita della SS.Trintà e del Purgatorio, affinché la stessa si preoccupasse oltre a curare gli infermi, anche a seppellirne i cadaveri. Signore e proprietario della terra di Libonati era il dottor Giovanni Laganario che tempo prima l’aveva acquistata per ducati 23.500 (1627 -1669).
Nello Statuto della stessa si ribadiva: “Questo officio di gran carità, e dovendosi fare quando vi sarà qualche fratello infermo lo visiteranno, lo consoleranno, lo esorteranno a sopportare l’infermità, per amore di Dio con penitenza dei suoi peccati. L’avviseranno che si confessi quanto prima, per riconciliarsi a Dio e quando sarà bisogno ricevere la S.Comunione,  o l’Estrema Unzione, sappiamo che per questo ufficio di Carità Gregorio
XIII concesse giorni 100 di indulgenza”.
Padre Francesco De Marsico nell’anno 1631 (30 Marzo) riorganizzò la confraternita della “SS. Trinità  e del Purgatorio” intervenendo nello Statuto, integrandola ed aggiornandola, soprattutto disponendo di un maggiore libertà e minore condizionamento da parte  della famiglia S. Severo.
La peste del 1656 vide particolarmente impegnati i confratelli della Confraternita, i quali trovarono come soluzione ottimale seppellire i morti nelle viscere del torrione, e poi le coprirono di calce viva. Le condizioni
igieniche, la carestia, e la peste a cavallo del 1763 e 1764 colpirono in modo ancora più cruenta la comunità di Bonati, addirittura non si riusciva a seppellire tutti i morti sotto le chiese, alcuni cadaveri furono sotterrati nelle campagne lontano dal centro abitato. In un documento dell’archivio parrocchiale si legge:”…la fame in questi tempi è stata sì grande, che in tutti i paesi del Principato è morta la 3° parte degli uomini, sino a sotterrargli li cadaveri in fosse fuori l’ habbitazioni (sic) – esservi pieni di seppellitori.
Il grano corre al prezzo di ducati sei, e carlini due il tomolo …, la gente  si pasce di erba e frutti… e  quando questa finisce arrivano a cibarsi del cadavere di una giumenta…, le salme si addossano aifianchi delle strade…”(Anno domini 1764 del mese di marzo.)- (2)


__ 1 – Nella
visita pastorale del 1597 la SS. Trinità non risultava nell’elenco
della chiese sottoposte
a visita, in quanto la stessa era
privata e quindi godeva di privilegi.

__ 2 – Libonati  nel 1669
contava fuochi n.145, mentre nel 1732 contava fuochi 172.

Visto l’impegno col quale si era tempo distinta nell’impegno sociale, la Confraternita della “SS. Trinità e del Purgatorio”  il 30 Marzo 1778 ebbe l’approvazione delle Nuove Regole da parte del Re Ferdinando IV.
La richiesta era stata inoltrata il 29 giugno 1776, dal priore Giffone Salomone, dai confratelli Giovanbattista Pacca, Giovanni Pugliese, dal fisico (sic) Francesco Antonio Pacca, Biagio Lacorte. La comunità di Libonati  a seguito dell’Editto di Saint Cloud  del 1804 -1806 col quale l’Intendenza di Salerno nell’anno 1813 ordinava a tutti i comuni della Provincia ad istituire i cimiteri  “per evitare  l’infezione dell’aere e rendere più sicura la salute degli abitanti”, scelse a nord del nucleo urbano un suolo dove seppellire i propri defunti; l’attuale cimitero sito in località Magarella fu costruito nella seconda metà dell’800. A Libonati due famiglie ebbero il privilegio dello “ius patronatus” (cappelle gentilizie) la famiglia Colomodio con una cappella gentilizia in località “Cannicelle”, e la famiglia Furiati una cappella in località “S. Pietro”. In seguito all’Editto Napoleonico, l’Arciconfraternita fu costretta ad adeguare i suoi impegni nei confronti dei suoi iscritti.
Il colera del 1871 e del 1884 falciò molte vittime anche fra i confratelli delle confraternite presenti nella nostra parrocchia, quindi visto il ridursi il numero di componenti, si cercò di unificarle  in una sola, ma il tentativo
risultò inutile.

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