Martedì, Febbraio 07, 2012
   
Text Size

Il Santuario di S. Antonio Abate

 

Agli inizi del XI secolo, il nucleo di Vibonati, era ben delineato ed il fervore della devozione dei nostri antenati aveva trovato nel santo del fuoco e degli animali un'unica anima spirituale. Dove ora sorge il Santuario, fu spianata la rupe in parte di propreità della prinipessa Carafa di S. Severo e fu eretto un "magnifico tempio", dedicato a S.Antonio Abate.
Ancora oggi nella parte sosttostante il sagrato, si possono ammirare i pilastroni anneriti dal tempo e le attigue quasi aggrappate costruzioni circostanti, destinate ad ospitare i pellegrini, i viandanti e gli ammalati. La chiesa, originariamente in stile romanico, fu sempre di rito greco. Nel corso degli anni ha subito numerosi interventi di restauro. il più antico di cui si ha memoria, risale al 1580, ossia l'ampliamento eseguito con Mons. Ludovico Bentivoglio. Altro ampliamento fu operato nei primi decenni del '600. La chiesa fu ancora ristrutturata nel 1653, con Mons. Giacomo è successivamente, nel 1728, con il vescovado di Mons. De Robertis, fu consacrata. Altri restauri seguirono poi nel XIX e nella metà delo secolo scorso, quando il campanile in stile romanico fu sostituito con l'attuale, nell'anno 1951. La chiesa di S. Antonio Abate nel corso di questi restauri, pur conservando la sua rara e assoluta bellezza, ha perso il suo caratteristico aspetto originario, assumendo lo stile di una chiesa barocca. entrando sulla destra si ammira la fonte battesimale, scavata in un antico capitello conrinzio, mentre in alto sopra un soppalco di legno trova dimora l'organo a canne del '700. Collocato nella seconda cappella a destra uno splendido dipinto a tempera su tavola,raffigurante la Vergine del Rosario tra i Santi Domenicani e i vincitori di Lepanto, commera la partecipazione della nostra comunità a tale vittoria. L'opera è attribuita alla scuola del pittore di origine fiamminga, Teodoro D'errico (1580-1590). Si può inoltre ammirare "l'Incoronazione della Vergine", olio su tela di Nicola Peccheneda (1777) appartenente alla Cappella della SS. Trinità e collocato in
S.Antonio causa lavori di Restauro. Infine, il coro, semplice ed accogliente, fu scolpito dal nostro concittadino Giovanni Vita, nella seconda metà del '700.
Il 16 gennaio 2010, la Chiesa di S. Antonio Abate è stata elevata a Santuario diocesano con decreto vescovile alla presenza del Cardinale Josè Saraiva Martins, Prefetto emerito della Congregazione delle Cause dei Santi, e si presenta ai pellegrini in tutto il suo splendore.

Condividi

Login